 Huayna Capac Leader dell'Impero Inca |
STORIA
Centinaia di anni fa, un popolo di nome Inca fiorì nella valle di Cusco sulle Ande, in Sud America. Da dove provenissero è un
mistero: inoltre, non è chiaro perché volessero colonizzare una zona così inospitale, ma lasciarono sicuramente un segno
importante. In quell'epoca, gli Inca realizzarono un Impero che si estendeva lungo la costa del Pacifico, dall'Argentina
all'Ecuador: circa 3.200 chilometri di colline, montagne, vallate e coste. In poco tempo (appena 100 anni), l'Impero Inca
dominò il Sud America e, oggi, è considerato una delle civiltà più fiorenti del pianeta. Con l'avvento del loro nono sovrano,
Pachacuti Inca Yupanqui, gli Inca cominciarono a espandersi: Pachacuti vinse la sua prima campagna militare contro il popolo
Chanca, consolidando il suo controllo nella sua base culturale di Cusco, poi si mosse a sud per conquistare le tribù Colla e
Lupaca. Pachacuti è considerato da molti una delle personalità più eminenti della civiltà Precolombiana. Tuttavia, fu con il
dominio di Huayna Capac che l'Impero Inca raggiunse il suo massimo splendore. Quando suo padre morì, nel 1483, e divenne
governatore, Capac continuò le campagne militari del suo predecessore, estendendo i confini dell'impero in quella che è
l'attuale Colombia. Un geovernatore devoto, Huayna fece molto per migliorare la cita del suo popolo: oltre alla costruzione
di templi e altre opere, Huayna espanse notevolmente la rete stradale e costruì depositi di cibo, in modo da poter inviare
provvidenziali aiuti alle zone a rischio di carestia.
Come in molti altre etnie che li precedettero (i Chimo, i Nazco, i Moche), la società Inca aveva un profondo senso della
devozione nei confronti delle divinità: nel pantheon trovavano posto gli onnipotenti Viracocha (il dio della creazione), Inti
(il sole e padre della dinastia Inca), Illapa (dio della pioggia, del tuono e del fulmine), Pacha Mama (la madre della terra)
e Mama Cocha (la madre dei laghi). Venivano celebrate spesso delle grandi cerimonie in onore di queste divinità, poiché gli
Inca credevano che non portando il dovuto rispetto verso gli dei, avrebbero potuto verificarsi delle disgrazie. Il paradiso
delle Ande è ricco di meraviglie e disastri ecologici: terremoti, tempeste violente e attività vulcanica. La devozione negli
dei poteva tenere lontani questi pericoli.
Gli Inca chiamavano il loro impero Tawantinsuyu ("la terra dei quattro quarti"), che era diviso in quattro province. Ciascuna
provincia era controllata da un governatore locale chiamato apu: sotto di lui c'erano i governatori locali, i curacao e gli
ancora più inferiori camayoc. Attraverso questa struttura governativa, il Sapa-Inca poteva governare con impunità; vennero
istituite nuove strutture governative, come il sistema di strade imperiali, che venne costruito sulle montagne scoscese, tra
ponti pericolanti e passerelle di pietra, scalini e strade di mattoni. Inoltre, furono costruti in punti strategici lungo le
strade degli edifici, noti come Tambos, dove viaggiatori e importanti dignitari potevano riposare e prepararsi alla tappa
successiva del loro viaggio.
L'esercito Inca era molto bene organizzato: quando era chiamato a combattere, ogni provincia schierava squadroni di uomini
armati con mazze, archi e frecce, fionde, dardi e lance. Questi fieri guerrieri Inca, noti come Quechua, conquistarono gran
parte delle Ande e della regione costiera appartenenti all'attuale Peru e all'Equador, nel periodo tra il 1440 e il 1530.
Durante una battaglia, le fionde tempestavano il nemico con una pioggia di pietre per fiaccare le linee avversarie. A quel
punto potevano entrare in gioco le frecce, i dardi e finalmente le truppe d'assalto che urlavano e sbraitavano per confondere
e terrificare l'avversario. La tecnica militare Inca era molto avanzata, ma nessuno si aspettava quello che sarebbe avvenuto
di lì a poco.
Dopo il glorioso regno di Huayna Capac, l'Impero cominciò a frantumarsi a causa di disastri interni ed esterni: una terribile
guerra civile tra i figli di Capac, i fratellastri Huascar e Atahuallpa, condusse l'Impero all'orlo del collasso. Atahuallpa
vinse la guerra, uccise rapidamente il suo fratellastro e si autoproclamò il re. Ma nel 1532 d. C., i Conquistadores
Spagnoli, sotto il comando di Francisco Pizarro, entrarono nella valle di Cajamarca, attaccarono brutalmente Atahuallpa e la
sua gente, uccidendo molte persone e prendendo in ostaggio il Sapa-Inca. Infine, Pizarro uccise Atahuallpa, saccheggiò le sue
ricchezze e mise la parola fine al grande Impero Inca.
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