 Alessandro Magno Arciere con arco lungo |
STORIA
Il periodo successivo al catastrofico crollo della civiltà Micenea in Grecia (intorno al 1200 a. C.), fu contrassegnato da una serie di migrazioni di popolazioni barbariche provenienti dal nord, fenomeno che portò alla nascita di diverse città-stato (le più importanti delle quali erano Sparta e Atene) e a una fase di colonizzazione greca lungo le zone costiere del Mediterraneo. Per diversi secoli, la storia greca fu caratterizzata da una contesa fra vicini per aggiudicarsi le scarse risorse disponibili. Tuttavia, fu anche l'alba della filosofia e della scienza, l'era in cui il poeta Omero compose l'Odissea, il suo grande poema epico. Sembra non ci sia alcuna ragione valida per cui i Greci, raggruppati in città-stato isolate in una regione relativamente povera e poco sviluppata, nonché quasi ignorati dalle splendide civiltà del Gange, del Tigri, dell'Eufrate e delle valli del Nilo, abbiano conseguito un simile trionfo intellettuale, eppure così fu.
Le Guerre Persiane (492-449 a. C.) furono scatenate da una rivolta delle colonie greche nell'Asia Minore e portarono i Greci sul palcoscenico della storia del mondo. Atene ed Eretria inviarono una piccola flotta a sostegno della rivolta, fatto che gli imperatori persiani presero come pretesto per lanciare due invasioni in Grecia. Nel 490 a. C., un esercito persiano comandato da Dario I (552-486 a. C.) sbarcò sulla pianura di Maratona, senza incontrare resistenza. Gli Ateniesi risposero all'appello di Sparta e guidarono i Greci a una vittoria decisiva. Dieci anni più tardi ci fu una seconda invasione, respinta dalla valorosa resistenza degli Spartani alle Termopili nel 481 a. C.: il risultato fu la disfatta della flotta ersiana presso Salamina. Per 30 anni ci furono altri sporadici combattimenti fra le alleanze greche e la Persia, dopodiché la pace di Callia (449 a. C.) mise fine alle ostilità. Il sorprendente trionfo dei Greci assicurò la sopravvivenza della loro cultura e delle loro strutture politiche.
Le crescenti tensioni fra i vincitori portarono alle Guerre del Peloponneso (431-404 a.C.), combattute fra Atene e Sparta. La lega Ateniese era un Impero che comprendeva la maggior parte delle isole e degli stati costieri attorno al Mar Egeo, mentre Sparta era a capo di un'alleanza di città indipendenti che includeva la maggior parte delle principali potenze della penisola. La fine del conflitto giunse nel 404 a. C. quando, messa alla fame da un embargo impenetrabile, Atene capitolò. La devastazione e il declino di Atene furono probabilmente gli effetti più deleteri di una guerra che ruppe l'unità greca.
In seguito, nel nord della Grecia stava nascendo una nuova potenza. Nel 353 a. C., Filippo I aveva il controllo assoluto della Macedonia. Le tattiche basate sulla falange provenivano dagli antichi Sumeri e dall'Egitto, ma Filippo perfezionò l'uso tattico dei lancieri opliti, ammassandoli in blocchi di otto e persino sedici file, sacrificando la flessibilità e la mobilità per ottenere la massima protezione e potenza. A meno che Alessandro (336-323 a. C.) non sia stato responsabile dell'assassinio di suo padre nel 336 a. C., non può avere previsto il momento della sua successione. Tuttavia, era sicuramente preparato: educato da Aristotele e lasciato al comando della Macedonia durante l'attacco di Filippo contro Bisanzio, Alessandro sconfisse i Medi. Due anni dopo comandava l'ala sinistra nella battaglia di Cheronea, in cui Filippo sconfisse gli stati Greci alleati e divenne maestro di tutta la Grecia. Sfruttando le basi fondate da suo padre, Alessandro invase l'Impero Persiano e diede inizio a una delle più grandi campagne militari della storia. Al momento della sua morte, all'età di 33 anni, Alessandro aveva dato inizio a una nuova era, diffondendo l'ellenismo in una lunga ondata di colonizzazione attraverso il Medio Oriente. Creò inoltre una singola civiltà che si estendeva da Gibilterra al Punjab, unita se non dal punto di vista politico, almeno da quello economico e culturale e aperta al commercio e alle relazioni intellettuali.
L'Impero Greco riuscì tuttavia a sopravvivere a malapena alla morte di Alessandro. Durante un interregno di 40 anni (323-280 a. C.), le province divennero regni indipendenti, mentre diversi generali di Alessandro conquistarono il potere attraverso massacri e assassinii, rivelandosi comunque incapaci di allearsi per fronteggiare l'avvento di una nuova potenza militare. Intorno al 350 a. C., Roma si stava espandendo verso gli insediamenti occidentali dei Greci, dando il via a una conquista del mondo ellenico, creato da Alessandro, che durò 200 anni. Con la sconfitta di Cleopatra e di Marco Antonio, le truppe di Ottaviano occuparono l'Egitto: l'ultimo regno dei successori di Alessandro cadde nelle mani di Roma. Per quasi due millenni, la Grecia appartenne, in successione, ai Romani, ai Bizantini e infine agli Imperi Ottomani. In seguito a una rivolta sostenuta da Inghilterra, Russia e Francia, nel 1832 la Grecia venne riconosciuta formalmente come nazione indipendente. La Grecia si schierò al fianco degli Alleati in entrambe le guerre mondiali e venne occupata dai Tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Al conflitto seguì una guerra civile, nella quale le forze pro-occidentali sconfissero gli avversari pro-comunisti. La Grecia di oggi è una moderna democrazia appartenente all'Unione Europea e migliaia di turisti visitano ogni anno il paese per vederne le bellezze e i grandi monumenti del passato.
UNITA'
Falange
Le falangi della antica Grecia erano composte da cittadini-soldati molto ben addestrati. Armati di lance e armature
resistenti, ricoprivano il ruolo di fanteria pesante nella maggior parte degli scontri. Le falangi erano gruppi compatti,
formati da otto o sedici soldati, che si muovevano e attaccavano contemporaneamente per sbaragliare nemici in minor numero e
male organizzati. Le falangi erano efficaci contro le unità militari di quell'epoca, ma divennero obsolete quando si
trovarono a fronteggiare soldati professionisti, ben addestrati e più mobili. La vittoria delle Legioni Romane sulle falangi
Macedoni durante la battaglia di Pidna del 168 a. C. ne sancì definitivamente l'inutilità sul campo di battaglia.
Lanciere
Malgrado nell'antichità gli uomini usassero probabilmente lance realizzate con del legno indurito dal fuoco, le punte di
lancia in pietra furono utilizzate a lungo, prima della nascita della distinzione fra armi da caccia e armi per impiego
militare. Le punte di bronzo seguirono rapidamente lo sviluppo di leghe sufficientemente dure per mantenere il taglio e
rappresentarono, con l'ascia da guerra, la prima significativa applicazione militare del bronzo. Queste punte furono altresì
fra le prime applicazioni significative in ambito militare del ferro, senza dubbio per la facilità dell'adattamento dei
modelli di bronzo a quelli realizzati con questo metallo. Malgrado l'impugnatura fosse piuttosto differente, le punte di
bronzo sumere del terzo millennio a. C. differivano solo leggermente nella forma da quelle sagomate a foglia della Grecia
classica. Le lance dell'antichità erano relativamente corte, generalmente inferiori all'altezza di un guerriero e tipicamente
venivano maneggiate con una sola mano. Quando le armature difensive e le altre armi da combattimento da urto (principalmente
la spada e le truppe a cavallo) migliorarono, le aste delle lance divennero più lunghe e l'uso dei lancieri si specializzò
sempre di più. La lancia dell'oplita Greco era lunga circa due metri e settanta centimetri, la sarissa Macedone era il doppio
di quella lunghezza nel periodo delle conquiste di Alessandro. Il Medioevo vide la lancia evolversi in picca e alabarda.
Galea
La galea è stata la prima nave appositamente progettata per la guerra. Introdotta dai Greci, quest'imbarcazione si muoveva
grazie alla presenza di file di remi su ciascun lato, utilizzati da rematori ben addestrati. Questi uomini erano
professionisti con un ottimo salario o cittadini patriottici, non schiavi e prigionieri come si crede. Un grosso "rostro" di
bronzo, montato sulla prua della nave, veniva utilizzato per colpire e affondare le navi nemiche. A causa del suo scafo lungo
e stretto, la galea era molto instabile al di fuori delle acque placide: di conseguenza, l'equipaggio non perdeva mai di
vista la costa, proprio per evitare pericoli durante la navigazione.
Scout
Un attento sfruttamento delle risorse militari implica l'identificazione dei punti che più trarrebbero profitto da certe
azioni. L'uso di unità poco armate come gli scout permette di individuare dove utilizzare il grosso delle proprie forze.
Biga
La biga fu il primo vero mezzo da guerra e veniva utilizzata dagli eserciti per trasportare arcieri e altre truppe sul campo
di battaglia, dove dovevano scendere e combattere. Venne trasformato in una terribile arma offensiva dagli Assiri, i cui
arcieri e lancieri combattevano a bordo del carro stesso. Pochi nemici erano in grado di sostenere un attacco delle bighe
assire. Questa devastante tecnologia offensiva fu presto adottata da molti eserciti, che la impiegarono con buoni risultati
anche contro i loro ideatori.
|