 Luigi XIV Re di Francia |
 Napoleone Imperatore di Francia |
STORIA
La Francia moderna ha le sue radici nell'antica Gallia. Nel II secolo a. C., Roma intervenne a favore di Massilia
(Marsiglia), una colonia greca fondata nel 600 a. C., nella lotta contro le tribù barbare dell'entroterra. Il risultato fu la
formazione della provincia Romana, nel 121 a. C. Fra il 58 e il 50 a. C., Giulio Cesare conquistò il resto del territorio.
Per più di due secoli, la Gallia godette i frutti del governo Romano e nel paesaggio francese si possono ancora trovare molte
rovine di acquedotti e terme. Dal 395 d. C., i problemi interni dell'Impero favorirono la penetrazione barbarica nella
Gallia. Nel 418, i Franchi e i Burgundi erano insediati a ovest del Reno, mentre i Visigoti si erano stabiliti in Aquitania.
Il periodo delle dinastie franche dei Merovingi e dei Carolingi (476-887) coprì l'alto Medioevo.
In seguito alla sua ascesa, Clodoveo (481-511), il primo re Merovingio, consolidò la posizione dei Franchi nella Gallia
settentrionale. Egli giunse a credere che le sue vittorie fossero dovute al Dio cristiano. La sua successiva conversione
assicurò ai governanti franchi il supporto non solo della Chiesa cattolica, ma anche della maggioranza dei sudditi. Il regno
Franco raggiunse la sua massima estensione con Carlo Magno (768-814), che unì sotto il suo dominio l'attuale Francia,
l'Italia e la Germania. Dopo la morte di Carlo Magno, i suoi nipoti divisero il regno in tre parti, che sono sopravvissute
fino a oggi. La Francia fu un regno diviso per gran parte del Medioevo, ma il potere cominciò ad accumularsi nelle mani dei
governatori della regione Ile de France, intorno a Parigi. Con l'ascesa della casa di Valois nel 1328, la Francia era il più
potente regno in Europa, il cui governante poteva mobilitare eserciti più numerosi di quelli nemici e accedere a risorse
fiscali enormi, mentre la corte del re manteneva la supremazia reale. La storia della Francia nel Basso Medioevo è dominata
dai tentativi dei suoi re di mantenere la loro sovranità, sforzi che, malgrado i vantaggi francesi, vennero a lungo
frustrati.
La Guerra dei Cent'anni fu un conflitto intermittente fra l'Inghilterra e la Francia nei secoli XIV e XV, su una serie di
dispute dinastiche, compresa la legittima successione della corona francese. Il momento decisivo della guerra si ebbe nel
1429, quando un esercito inglese fu costretto a levare l'assedio di Orleans da una forza di soccorso organizzata da Giovanna
d'Arco. Nel 1453, l'Inghilterra manteneva solo Calais, che venne espugnata nel 1558. I re francesi del sedicesimo secolo
trascorsero gran parte della propria vita a lottare contro i monachi degli Asburghi per il controllo dell'Italia, mentre i
conflitti religiosi tra cattolici e protestanti portarono a una serie di guerre civili tra il 1562 e il 1598.
L'ascesa della linea reale dei Borboni, iniziata nel 1589, portò rinnovata stabilità in Francia e il paese raggiunse nuove
vette durante il lungo regno di Luigi XIV (1643-1715). Con Luigi, la Francia divenne la capitale artistica e intellettuale
d'Europa. Dal suo magnifico palazzo di Versailles, Luigi era un vero e proprio "Re Sole", il vero padrone del suo regno.
L'esercito francese era il più potente d'Europa, noto per le sue unità di moschettieri, che prestavano servizio come guardia
personale del re. A quei tempi, la Francia era così forte, che le altre nazioni europee strinsero diverse alleanze per
impedire alla Francia di conquistarle, una situazione che tornò a ripetersi durante la Rivoluzione Francese.
Questi sviluppi intellettuali, malgrado fossero di per sé significativi, diedero il via a un cambiamento ancora più
importante: l'Illuminismo francese, una trasformazione culturale basata su razionalismo, l'empirismo e un nuovo concetto di
libertà trovato negli influenti scritti di personaggi come Voltaire (1694-1778) e Rousseau (1712-1778). A compromettere la
situazione ci pensò la bancarotta della corona francese, che costrinse il re a richiedere nuove tasse al popolo. In seguitò,
ciò che iniziò nel 1787 come un conflitto fra l'autorità reale e gli aristocratici, divenne una lotta triangolare, con le
"masse" opposte sia all'assolutismo che al privilegio. Non si discute il fatto che la caduta della Bastiglia di fronte alla
folla parigina fu un evento monumentale, un trionfo apparentemente miracoloso del popolo. Ma la rivoluzione degenerò presto
in un regno di terrore e di caos. Dopo un decennio di violenza e incertezza, Napoleone mise fine al bagno di sangue
rovesciando il governo francese nel 1800, ma al prezzo della soppressione della libertà nel suo complesso. In completo
contrasto con la rivoluzione, il militarismo divenne la qualità peculiare del regime napoleonico. Le armate francesi di
Napoleone vinsero uno scontro dopo l'altro, contro tutte le grandi potenze Europee, ma i decenni di guerra servirono a
sfinire la nazione, che venne infine sconfitta nel 1815.
Tuttavia, il fervore rivoluzionario dei cittadini francesi non venne ridotto dall'esperienza napoleonica, portando a
ulteriori rivoluzioni nel 1830 e nel 1848. Quest'ultima condusse alla Seconda Repubblica (1848-1852), che venne rovesciata
dal nipote di Napoleone, "Napoleone III", il quale istituì il Secondo Impero (1852-1870). In seguito alla sconfitta nella
guerra franco-prussiana, fu formata la Terza Repubblica (1870-1940), che sopravvisse alla Prima Guerra Mondiale ma si
dissolse dopo l'invasione tedesca del 1940. Dopo la guerra, il periodo della breve Quarta Repubblica (1947-1959) fu seguito
dalla Quinta (quella attuale), adottata nel settembre del 1958 con un referendum popolare. Sebbene i suoi possedimenti
coloniali e la sua aura d'invincibilità militare durarono poco, la Francia rimane tuttora una delle maggiori potenze
economiche e un influente membro dell'Unione Europea.
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