 Saladino Sultano Ayyubida d'egitto |
STORIA
Prima della diffusione dell'Islam e della lingua araba, il termine "arabo" si riferiva a tutti i nomadi della penisola araba.
Al giorno d'oggi, "arabo" si riferisce a tutti i popoli di lingua araba che vivono sulle coste atlantiche dell'Africa,
nell'Iran sud-occidentale, in Egitto, in Sudan, in Arabia Saudita, in Siria e in Iraq. I primi abitanti nomadi della penisola
araba facevano pascolare le loro pecore, capre e cammelli in un deserto ostile e spietato; mentre gli Arabi che si erano
stabiliti nelle oasi coltivavano cereali e palme da datteri, i prodotti tipici che venivano scambiati con le carovane che
trasportavano spezie, avorio e oro dall'Arabia meridionale e dal corno d'Africa verso le civiltà del lontano nord.
Nel VII secolo d. C., si affermò la religione dell'Islam, per opera del profeta Maometto, che fu adottata da gran parte della
comunità araba. L'Islam riunì i Beduini e i cittadini delle oasi, e nel giro di un secolo si diffuse nella maggior parte del
mondo arabo odierno. La nuova organizzazione sociale portata dall'Islam offrì agli Arabi nuove possibilità per la produzione
agricola e i commerci fra le città si intensificarono, in particolare per quanto riguarda i beni di lusso. Gradualmente si
compose la triade di templi, tribunali e mercati e si codificò uno stile di scrittura comune per le leggi e gli altri testi.
Sorsero anche nuove istituzioni, fra cui la zecca, divinità locali, sacerdozi reali ed eserciti, che aumentarono la potenza
araba.
Proclamando il suo messaggio pubblicamente, Maometto si guadagnò molti fedeli. Dopo la sua morte, i califfi successivi
continuarono a diffondere la fede dell'Islam ben oltre il luogo di nascita della religione, la Mecca. Oltre alle conquiste
iniziali in Iraq e Siria, la conquista araba giunse nelle regioni dell'Anatolia, del Nord Africa e in Iran. Usando l'arciere
a cammello per attraversare l'insidioso terreno dei deserti, gli Arabi riuscirono in poco più di cent'anni a fondare un
impero che si estendeva dalla Spagna fino ai confini dell'India. L'impero arabo del Medioevo fu notevolmente più avanzato
rispetto alle popolazioni europee; la Bagdad di Harun al-Rashid poteva ospitare un milione di abitanti, mentre l'Aachen di
Carlo Magno era una "capitale" di sole dieci migliaia di persone. I centri di cultura attiravano studiosi dall'esterno del
mondo musulmano in grandi città come Bagdad, Damasco e Cordoba. In questo periodo, gli Arabi compirono numerosi progressi nel
campo della medicina, dell'astronomia, della matematica e in altre aree, oltre a tradurre diversi classici dell'antica Grecia
in arabo, salvandoli così dalla distruzione.
Durante il periodo delle Crociate, il mondo Arabo subì l'invasione dell'Europa Cristiana. Il più grande generale musulmano di
questo periodo fu Salah al-Din, noto anche come Saladino, che respinse la Terza Crociata e riconquistò Gerusalemme per gli
Arabi. Oltre alle sue abilità militari, Saladino era noto come uomo pio e rispettato dai propri alleati e persino dai nemici,
fatto davvero inusuale ai tempi delle Crociate.
Per la maggior parte degli ultimi cinque secoli, gran parte del mondo arabo è stato governato da stranieri: prima i Turchi
Ottomani, poi i coloni occidentali. Dall'inizio della decolonizzazione, negli anni '50, i valori tradizionali arabi sono
stati cambiati dalla pressione combinata dell'urbanizzazione, dell'industrializzazione e dalle influenze occidentali. Sebbene
gli Arabi delle città tendano a identificarsi per nazionalità, piuttosto che per tribù, i contadini dei villaggi continuano a
onorare la vita romantica dei pastori nomadi e reclamano un legame con le grandi tribù del deserto del passato. In quanto
eredi degli antichi Egizi, dei Babilonesi, dei Persiani, degli Ebrei e persino dei Greci e degli Indiani, le società create
dai musulmani spaziano nel tempo e nello spazio. Le tribù arabe originali, in meno di 20 anni dopo la morte di Maometto,
sconfissero gli imperi Bizantini e Persiani, occuparono il vasto territorio che va dalla Libia alla Persia e svilupparono
l'Impero Arabo, o Islamico, dei nostri giorni.
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